COMUNICATO STAMPA

Comitato Promotore del Referendum

 “Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di proprietà dello Stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti?”

Alla luce della decisione di ripresentare la procedura d’urgenza in una seduta straordinaria del Consiglio G. e G. convocata appositamente per riuscire in tempi brevi ad emettere una legge che recepisca il quesito referendario al fine di evitare il ricorso alle urne, il COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM, esprime il proprio sdegno di fronte ad un modo di agire a dir poco scorretto.

I ritardi nell’imbastire le procedure, la mancanza totale di dialogo con il Comitato Promotore (siamo stati solo chiamati per essere informati che il Congresso di Stato aveva deciso per questo nuovo progetto di legge), la caduta di stile per la nuova richiesta di procedura d’urgenza che vuole non essere opportuna a meno di due settimane da una solenne bocciatura, rendono l’operato del Governo carente in organizzazione e sensibilità verso le istanze provenienti dal popolo.

Noi ci siamo sempre dichiarati disponibili a discutere un eventuale testo di mediazione che potesse evitare le spese di un Referendum, ma solo per questo, non certo per snaturare completamente il quesito originale; dopo avere espresso (per iscritto) la nostra disponibilità, ci siamo trovati di fronte ad un atto compiuto che non ammetteva repliche ed adesso magari, si pretende di trovare il massimo della collaborazione.

Questo nuovo testo di legge metterà in condizione il Collegio dei Garanti ad esprimere un obbligatorio parere di non compatibilità con il quesito, per cui tutto diventa illogico e paradossale.

Invitiamo nuovamente tutti i Consiglieri a votare secondo coscienza, esprimendo un voto libero e consapevole e non pilotato dalle direttive dei partiti; un voto contro la Procedura d’Urgenza, un voto contro la legge così come presentata e modificata.

Il Comitato Promotore del Referendum

Repubblica di San Marino, 04 Novembre 2004

 

 “VORREI FARE IL GIUDICE GARANTE”

Essendo il Presidente del Comitato promotore dell’ormai cancellato referendum popolare, mi è arrivato il testo della Sentenza del Collegio dei Garanti che giudica perfettamente compatibile la Legge approvata in Consiglio G. e G. rispetto al quesito referendario sulla gestione delle proprietà dello Stato.

Come più volte espresso nei tormentati giorni scorsi, il Comitato Promotore è completamente in disaccordo con tale decisione e le nostre residue speranze affidate al giudizio del Collegio Garante sono state clamorosamente disattese.

Appena si è saputo dell’emissione del verdetto che pone la pietra tombale sul Referendum che avrebbe dovuto svolgersi il 5 Dicembre, alcuni giornalisti mi hanno contattato ma, per correttezza, non ho fatto commenti sulla sentenza che non mi era ancora stata consegnata. La aspettavo con ansia e gli uffici competenti sono stati  come sempre efficientissimi e dopo breve tempo ho ricevuto copia autentica della sentenza che, essendo priva di qualsiasi commento o termine di comparazione giuridico tra Legge e quesito, anche se non fosse arrivata sarebbe stato lo stesso.

Prima di tutto la sentenza si riferisce al solo articolo 2 della Legge, mentre avrebbe dovuto tenere in conto l’analisi di tutta la Legge compreso l’articolo 3 che deroga tutte le pratiche in corso e già approvate dal Congresso di Stato. Mi sarei aspettato comunque una sentenza motivata, una sentenza che dimostrasse ai promotori il dovuto rispetto ed una elegante e forbita spiegazione su una decisione così importante che mette in gioco l’impegno popolare nel manifestarsi in uno dei pochi strumenti di partecipazione attiva quale è il Referendum propositivo.

Non sono noccioline, io vorrei veramente sapere perché “quella Legge” è da giudicarsi compatibile con il quesito referendario visto che noi del Comitato la consideriamo completamente diversa, vorremmo che qualcuno ci convincesse con motivazioni solide ed incontrovertibili che quella Legge è giusta, ma purtroppo l’unica cosa incontrovertibile è l’inappellabilità del giudizio del Collegio Garante.

Questa legge, con questa metodologia di approvazione, ci sembra solo strumentale ad un bisogno del Governo di liberarsi velocemente (vedi le due procedure d’urgenza, una respinta ed una approvata precipitosamente, presentate in Consiglio G. e G.) di un impiccio che avrebbe messo in riga parecchie cose. So fare anch’io a emettere sentenze del genere: “ma perché?”, risposta “perché si!!!”. E’ per questo che mi piacerebbe (purtroppo non ne ho i titoli accademici) fare il Giudice Garante, guadagnerei senz’altro di più del mio stipendio attuale e se basta dire si o no alle istanze di costituzionalità che arrivano, allora lo saprei senz’altro fare anch’io.

Augusto Michelotti

Presidente Associazione Micologica Sammarinese