LA NUOVA FRONTIERA

 

Quando i coloni americani partivano con i loro carri verso il selvaggio West, dicevano che si stavano dirigendo verso la frontiera, la nuova frontiera dove venivano occupati territori “quasi vergini” (infatti c’era già qualcuno che li abitava e non era tanto d’accordo su quella formicolante invasione). Anche a San Marino le carovane degli speculatori si sono già da tempo avviate verso una nuova frontiera, ricca di tesori e di facili guadagni, la frontiera della demolizione e ricostruzione delle case, casette, capanni, condomini ecc. esistenti. La “frontiera” sul cui terreno insiste un’abitazione, vale molto di più dell’abitazione stessa per cui conviene demolire e ricostruire approfittando della manica larga a cui si è arrivati nell’interpretazione distorta degli indici edilizi. L’attuale legislazione, attraverso interpretazioni caserecce degli articoli della legge di Testo Unico, attraverso marchingegni strani e sfruttando i precedenti delle concessioni edilizie che la C.U., debitamente imbeccata, ha approvato, permette di poter costruire, con una potenzialità edificatoria minima, centinaia e centinaia di mq. in più. Questo comporta uno squilibrio sostanziale e soprattutto incontrollato e incontrollabile nel rapporto tra zone omogenee esistenti e i nuovi edifici chiaramente sproporzionati e fuori scala rispetto al panorama esistente. Una modificazione del paesaggio volgare, caotica e pesante, assolutamente improvvisata, quindi senza alcuna programmazione, ma che contribuirà a complicare ancora di più la possibile manovra correttiva che un nuovo P.R.G. dovrà per forza affrontare. Tutto ciò è potuto accadere in quanto in un recente passato, per favorire i soliti amici degli amici, si sono tollerate (soprattutto sui grandi progetti) furbate che speculavano sulle piccole e grandi pieghe della legge e degli indici urbanistici, ormai ridotti a un colabrodo e che ormai lasciano passare tutto. Naturalmente ogni stortura approvata crea un precedente che fa legislazione, per cui ogni progettista può utilizzare i trucchetti usati in precedenza da altri progettisti con buona pace degli uffici di controllo e di istruzione delle pratiche edilizie. Ho visto progetti con due o tre piani interrati e seminterrati (che non fanno superficie) in cui appariva chiarissimo l’intento successivo di trasformarli in locali abitabili; ho visto un progetto che con una superficie edificabile di 330 mq. permetteva la costruzione di n° 13 appartamenti di varie pezzature, dai 45 ai 70 mq.(facciamo il conto della serva: considerando una superficie media di 57,5 mq. x n° 13 alloggi = 747,5 mq., molto più del doppio della superficie che la legge, ingenuamente, consentirebbe di costruire).

E’ anche per questa ragione che continuiamo a richiedere insistentemente la revisione del Testo Unico anche in forza della nostra Istanza d’Arengo approvata il 29 Giugno 2004 e già abbondantemente scaduta. Bisogna rideterminare alcune diciture diventate con il tempo ambigue e riformulare parecchi articoli che sono diventati scudo e pretesto per gli speculatori per aumentare i loro metri cubi edificabili. Per non parlare dell’abolizione della C.U.; manca meno di un mese allo scadere dell’impegno preso dal governo straordinario per la sua abolizione, ma questa volta vogliamo dire ai partiti di governo: non cercate di stupirci con effetti speciali, cercate solo di essere coerenti con le vostre stesse decisioni; una volta tanto fatelo, perché il Paese ha bisogno di una raddrizzata in questo senso, lo sapete voi governanti e lo sappiamo anche noi cittadini, stanchi dell’inefficienza pubblica e dell’efficientissima speculazione privata.

Al momento, quello che è arrivato, è solo silenzio e cominciano a mancare i tempi tecnici per fare tali importantissime modifiche. E’ arrivato il momento che alle parole ed alle promesse si aggiungano i fatti, per una volta cercate di meritarvi, mandando un segnale di serietà, la poltrona sulla quale siete seduti.

 

Augusto Michelotti

  Presidente A.M.S.