DUE PAROLE SUI REFERENDUM POPOLARI PROPOSTI DALL'A.M.S.  PER TUTELARE LE PROPRIETA' DELLO STATO

I due quesiti chiedono ai cittadini se ritengono che le proprietà dello Stato (un bene di tutti), quando diventano oggetto di contrattazione (le famigerate convenzioni) o di vendita o di uso concesso a private persone, debbano essere approvate in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale a maggioranza qualificata (almeno 40 Consiglieri su 60 devono essere d’accordo).

L’A.M.S. ritiene che l’uso spregiudicato che troppo spesso il Congresso di Stato ha fatto delle proprietà dell’Ecc.ma Camera, debba avere un controllo più serrato perché con le proprietà pubbliche non si scherza.

Noi non diciamo che i famosi gioielli di famiglia non debbano essere mai usati; noi sosteniamo che, quando serve, è utile e ragionevole che anche lo Stato, ogni tanto, possa fare un “affare” o risolvere un problema di pubblica utilità. Solo in questi casi le proprietà statali devono e possono essere cedute, permutate, date in uso, affittate, ecc. Ma tutto ciò deve avvenire, innanzi tutto, alla luce del sole, affinché tutti i proprietari (quindi tutti i cittadini) siano messi al corrente delle trattative in corso e la maggioranza qualificata serve a fare in modo che l’affare sia veramente conveniente per lo Stato e non, come è sempre successo fino ad oggi, che lo Stato venda o permuti, a colpi di maggioranza semplice, rimettendoci sempre e ci guadagnino molto e solo i privati (non tutti naturalmente, solo quelli “buoni” e vicini all’amico dell’amico).

Lo scandalo dello sperpero dei beni pubblici deve finire e noi riteniamo che questo sia un buon modo per consentire anche alle prossime generazioni di avere nel cassetto qualche riserva da poter utilizzare e sfruttare per migliorare la loro qualità della vita in un mondo proiettato velocemente nel duemila, ma il cui futuro non lascia presagire niente di buono.

In definitiva sono due Referendum che potrebbero benissimo essere annoverati fra gli strumenti più adatti per tagliare le unghie ai tanti speculatori e ai politici disonesti che da anni banchettano, a spese dei cittadini, con i beni immobili della Repubblica.

A nostro parere, questi Referendum possono anche essere considerati validi strumenti per dare più potere al Parlamento, coinvolgendo direttamente anche le forze di opposizione (e non solo quelle di maggioranza) perché, quando si tratta di decidere se alienare omeno i beni della collettività, è giusto che ci sia anche l’assenso della minoranza essendo anch’essa rappresentante legale di tutti i cittadini.

Sottraendo al Congresso di Stato una piccola parte del “potere discrezionale” di cui ha sempre indecentemente abusato, non si può che fare il bene della nostra piccola Repubblica.

Correte a firmare, cari elettori.

Vi guadagnerete la riconoscenza delle future generazioni.

 

Tratto da "Il Sottobosco" a.m. & m.c.- Maggio 2004