Una lettera in prima pagina

"A proposito di Società Immobiliari"

 

Il periodico “Il Sottobosco” dell’Associazione Micologica Sammarinese, nel numero 156 dello scorso mese di Dicembre, ha pubblicato, giustamente in prima pagina, un articolo stilato dal prof. Marino Cecchetti che, a mio giudizio, merita un encomio.

Il prof. Cecchetti esordisce dicendo che nel mese di Ottobre scorso “ben sessanta (60) nuove società immobiliari sono sta te concesse” dall’On. Congresso di Stato. Poiché conosco bene e stimo il prof. Cecchetti, sicuramente sarà vero e veritiere saranno anche tutte le considerazioni che l’articolo contiene.

Ho fatto politica dal 1955 al 1978 ed ho avuto responsabilità di Governo quale Deputato alla Sicurezza Sociale – Igiene – Sanità ed Assistenza nonché Agricoltura ed Industria e con occhi vigili, durante le mie cinque Reggenze, sempre spoglio da legami politici; sono rimasto molto amareggiato per il fatto di cui sopra, forse perché nutro troppo amore per il mio Paese. Sessanta società immobiliari non sono state concesse neppure in tutti i 23 anni della mia attività politica.

Oggi il Congresso di Stato le ha concesse in un solo mese!

E’ mai possibile che gli otto Segretari di Stato, sotto l’occhio vigile della Ecc.ma Reggenza che si vorrebbe togliere dal Congresso (errore grave) e per i quali nutro la massima stima, non si siano resi conto che concedendo tante società immobiliari non si fa il bene della nostra Repubblica?! Non credo che il Congresso non abbia capito ciò. A mio avviso, agendo in questo modo, si fanno favori ai furbi, ai soliti speculatori e si recano gravi danni alla comunità. Già tante società concesse nel recente passato dai vari Governi hanno messo in cattiva luce la nostra Repubblica fuori dei nostri confini……

On.li Segretari di Stato, fate una visita all’Ufficio Tecnico del Catasto che volete riformare per ricavare (forse) più entrate per l’Erario. Ricordo che al mio collocamento a riposo da detto Ufficio per raggiunti limiti di età (nel 1983), le squadre di campagna, dirette dai geometri Lucio Benedettini e Giuseppe Macina, avevano quasi completato l’aggiornamento delle mappe e credo che i miei successori abbiano ben continuato in base al regolamento catastale.

Oggi si dovranno far completare gli allibramenti dei fabbricati che in questi anni con il boom edilizio hanno subito una troppo grande prosperità e si dovranno declassare molti terreni che non sono più produttivi perché incolti. Dicevo ai Segretari di fare una visita nell’Ufficio Tecnico del Catasto per constatare che le circa 7.000 (settemila) partite catastali dei cittadini Samarinesi (pochissime le società immobiliari che si contavano sulle dita delle mani), hanno subito un calo notevole, sia nel numero che nelle proprietà, mentre sono cresciute, di gran lunga, le intestazioni delle Società Immobiliari e quelle del Leasing.

Da soli, questi Enti, hanno molte centinaia di partite catastali con grandi proprietà mascherate sotto l’anonimato di dette società e Leasing. Chi sono i proprietari? Andando nell’Ufficio del Catasto, dove ai miei tempi era tutto alla luce del sole, oggi non si sa.

Meritevole anche l’articolo del rag. Silvano Silvagni pubblicato sui quotidiani locali pochi giorni fa in merito alla “riforma della disciplina del commercio”. La legge, dice il Silvagni, ed io concordo con lui, ha il merito di promuovere lo sviluppo del Commercio, ma critica giustamente, il comma 3 dell’art. 1 che permette agli investitori forensi di acquistare le licenze che oggi sono in mano ai cittadini Sammarinesi.

Perché questa norma? Forse i cittadini forensi sono più bravi dei sammarinesi? Non ci credo! Quei cittadini, con tanto di rispetto, hanno altri scopi per venire a San Marino. Rammento che nel 1970 la nostra popolazione in tutto il territorio era di 19.000 (diciannovemila) unità, oggi abbiamo superato le 30.000 (trentamila).

Non ci dice nulla questo? (a buon intenditor poche parole).

Grazie per l’ospitalità.

 

Francesco Valli