L?Associazione Micologica scende in campo

TRE REFERENDUM, TRE SASSI IN PICCIONAIA

Tre referendum, tre piccoli sassi scagliati nella piccionaia del potere per cambiare tre piccole-grandi cose, perch? tutto conta meno di qualcosa e molto di pi? di qualcos?altro. In questo caos legislativo che ci sta costringendo a vivere in un paese in cui, con gli amministratori giusti, si potrebbe stare senz?altro meglio, noi dell?AMS, nel nostro piccolo, cercheremo di fare qualcosa sapendo bene che non si tratter? di una facile passeggiata. Il primo successo, inaspettato, ? stata l?immediata adesione ai nostri due referendum di partenza di un terzo referendum proposto da un gruppo spontaneo di cittadini che ha ritenuto logico ed opportuno unire le forze per organizzare al meglio la raccolta delle firme e la pubblicizzazione dei quesiti.

Un altro piccolo successo ? stata la numerosa adesione ai Comitati Referendari che abbiamo deciso di formalizzare, con largo anticipo rispetto alla presentazione dei quesiti all?Ecc.ma Reggenza, in una serata pubblica al Centro Sociale di Dogana.

Abbiamo detto che non sar? una passeggiata e, Legge alla mano, tenteremo di spiegare quali sono i passi che dovremo compiere per poter giungere al voto di un referendum:

_ La prima cosa da fare ? scrivere i quesiti in modo semplice ed univoco (ogni quesito deve essere chiaro, comprensibile e riguardare un unico argomento ? non si possono mischiare pi? domande insieme); naturalmente i quesiti vanno fatti esaminare da pi? avvocati in modo da poter prevenire qualsiasi possibilit? di rigetto dei quesiti stessi.

_ Va poi costituito il Comitato Promotore che deve essere composto da almeno tre cittadini elettori i quali devono successivamente presentare le proposte referendarie, complete di relazioni illustrative, agli Ecc.mi Capitani Reggenti ed agli Uffici competenti. Dall?istante della presentazione scattano i novanta (90) giorni utili per la raccolta delle firme dei cittadini elettori apposte su moduli appositi alla presenza di un pubblico notaio e debitamente autenticate. Il numero delle firme deve corrispondere ad almeno l?1,5% (unovirgolacinquepercento) del corpo elettorale, all?incirca 450/500 firme. Questa ? senz?altro la parte pi? faticosa dell?intera operazione in quanto bisogna trovare lo spazio, il tempo ed il modo per convincere i cittadini a firmare i quesiti e, nello stesso tempo, a trovare i notai disponibili alla compilazione ed autentificazione degli elenchi dei firmatari (un lavoro veramente improbo).

_ Raggiunta questa fase, effettuati tutti i controlli sulla validit? delle firme da parte dei competenti Uffici dello Stato, l?Ecc.ma Reggenza convoca il Collegio Giudicante che dovr? riunirsi entro venti giorni dalla consegna delle firme. Il Collegio Giudicante, dopo aver sentito in una pubblica udienza anche le ragioni dei rappresentanti dei Comitati Promotori, giudica l?ammissibilit? dei Referendum.

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_ Se i Referendum sono giudicati ammissibili, la Reggenza fissa la data delle votazioni sui quesiti referendari che deve essere compresa tra il 60? ed il 90? giorno dall?emissione del decreto reggenziale di indizione del Referendum.

_ Quindici giorni prima della data fissata per lo svolgimento del Referendum si apre la campagna referendaria alla quale possono partecipare il Comitato Promotore, l?eventuale Comitato Contrario, i Partiti politici ed anche singoli cittadini, associazioni di vario tipo e le forze sociali. A questo punto tutto ? pronto per le votazioni finali, SI o NO, questo viene chiesto ai cittadini elettori, di decidere e valutare se i quesiti sono giusti omeno, se sono utili al paese o no, se ? giunto il momento di cambiare o di rimanere nella barbarie di un sistema corrotto e antidemocratico e di lanciare l?ennesimo segno di un cambiamento possibile ad una classe politica che ormai ha fatto il suo tempo e che non trova, per evidenti incapacit? culturali, il bandolo di una matassa che potrebbe permettere al paese di riacquistare tutta la propria dignit? persa.

Per non essere pi? dei burattini in mano a pochi personaggi arruffoni, quando vi chiameremo a raccolta per la firma dei quesiti, venite numerosi e allora il sasso lanciato in piccionaia non sar? una pietruzza, ma un vero e proprio macigno che far? tremare ancora di pi? le ormai traballanti poltrone dei potenti. Grazie fin da ora per l?aiuto che vorrete darci.

Questi sono i quesiti referendari:

1) ?Volete voi che i trasferimenti a qualsiasi titolo di beni immobili di propriet? dello Stato vengano autorizzati in ultima istanza dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti??

2) ?Volete voi che le convenzioni di cui all?art.45 della L.1995 n.87 (Testo Unico delle Leggi Urbanistiche ed Edilizie), debbano essere ratificate per la loro esecutivit? dal Consiglio Grande e Generale con il voto favorevole di almeno i due terzi dei suoi componenti??

3) ?Volete voi che gli immobili siti nel territorio della Repubblica possano essere intestati solamente a persone fisiche, eccezion fatta per: 1) gli immobili intestati all?Ecc.ma Camera; 2) gli immobili intestati ad Enti senza finalit? di lucro i cui utili d?esercizio e patrimonio (in caso di scioglimento) per Statuto siano interamente destinati ad istituzioni, opere ed interventi di beneficenza, all?interno della comunit? sammarinese; 3) gli immobili adibiti ad attivit? (produttive o di servizio) commerciali, artigianali o industriali esercitate in forma societaria, e strettamente, necessariamente e direttamente strumentali al relativo oggetto sociale??

Tratto da "Il Sottobosco" - Genn-Febb 2004