“VORREI FARE IL GIUDICE GARANTE”

 

Essendo il Presidente del Comitato promotore dell’ormai cancellato referendum popolare, mi è arrivato il testo della Sentenza del Collegio dei Garanti che giudica perfettamente compatibile la Legge approvata in Consiglio G. e G. rispetto al quesito referendario sulla gestione delle proprietà dello Stato.

Come più volte espresso nei tormentati giorni scorsi, il Comitato Promotore è completamente in disaccordo con tale decisione e le nostre residue speranze affidate al giudizio del Collegio Garante sono state clamorosamente disattese.

Appena si è saputo dell’emissione del verdetto che pone la pietra tombale sul Referendum che avrebbe dovuto svolgersi il 5 Dicembre, alcuni giornalisti mi hanno contattato ma, per correttezza, non ho fatto commenti sulla sentenza che non mi era ancora stata consegnata. La aspettavo con ansia e gli uffici competenti sono stati  come sempre efficientissimi e dopo breve tempo ho ricevuto copia autentica della sentenza che, essendo priva di qualsiasi commento o termine di comparazione giuridico tra Legge e quesito, anche se non fosse arrivata sarebbe stato lo stesso.

Prima di tutto la sentenza si riferisce al solo articolo 2 della Legge, mentre avrebbe dovuto tenere in conto l’analisi di tutta la Legge compreso l’articolo 3 che deroga tutte le pratiche in corso e già approvate dal Congresso di Stato. Mi sarei aspettato comunque una sentenza motivata, una sentenza che dimostrasse ai promotori il dovuto rispetto ed una elegante e forbita spiegazione su una decisione così importante che mette in gioco l’impegno popolare nel manifestarsi in uno dei pochi strumenti di partecipazione attiva quale è il Referendum propositivo.

Non sono noccioline, io vorrei veramente sapere perché “quella Legge” è da giudicarsi compatibile con il quesito referendario visto che noi del Comitato la consideriamo completamente diversa, vorremmo che qualcuno ci convincesse con motivazioni solide ed incontrovertibili che quella Legge è giusta, ma purtroppo l’unica cosa incontrovertibile è l’inappellabilità del giudizio del Collegio Garante.

Questa legge, con questa metodologia di approvazione, ci sembra solo strumentale ad un bisogno del Governo di liberarsi velocemente (vedi le due procedure d’urgenza, una respinta ed una approvata precipitosamente, presentate in Consiglio G. e G.) di un impiccio che avrebbe messo in riga parecchie cose. So fare anch’io a emettere sentenze del genere: “ma perché?”, risposta “perché si!!!”. E’ per questo che mi piacerebbe (purtroppo non ne ho i titoli accademici) fare il Giudice Garante, guadagnerei senz’altro di più del mio stipendio attuale e se basta dire si o no alle istanze di costituzionalità che arrivano, allora lo saprei senz’altro fare anch’io.

 

Augusto Michelotti

Presidente Associazione Micologica Sammarinese