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Micelio

Una delle cose fondamentali della micologia è il micelio

Sappiamo tutti o quasi di cosa stiamo parlando. Il micelio è la vera pianta fungina, cioè il “fungo”. Mentre quello che noi chiamiamo comunemente fungo non è altro che il “frutto” della pianta-fungo. In questo caso “frutto” è un termine improprio in quanto in botanica si chiama frutto ciò che nasce da un  fiore mentre nel nostro caso i funghi non nascono da dei fiori. Ma ormai esso fa parte della terminologia micologia spiccia e per capirci meglio ne facciamo spesso uso.

Ma torniamo al micelio e vediamo brevemente come nasce e come funziona. Esso è generato dalla germinazione di due spore della stessa specie. Da ognuna di esse si sviluppa un filamento, chiamato ifa, che si allunga e si ramifica fino ad incontrarsi e a fondersi in un’unica formazione (micelio primario). Se la polarità (o impropriamente “sesso”) sarà uguale (negativa o positiva) il micelio formatosi sarà sterile. Se la polarità delle due spore sarà diversa (una positiva e una negativa) il micelio si chiamerà “micelio secondario fertile” e sarà in grado di poter produrre nuovi funghi simili a quelli che hanno prodotto le due spore. Da questo momento il micelio aumenta di ife e si diffonde nel substrato in cerca di cibo. Se troverà nei suoi paraggi del carbonio organico vivrà e aumenterà di dimensione. Se poi ci saranno condizioni favorevoli per la “fruttificazione” potrà produrre nuovi esemplari. Le condizioni necessarie riguardano il periodo temporale, la quota altitudinale, l’ambiente acido o alcalino, l’umidità, la situazione termica e così via. E trattandosi di funghi micorrizici il legame con determinate essenze botaniche (erbe, cespugli, alberi).

La micorrizia o simbiosi è il rapporto che si instaura tra le ife miceliari e le radicole delle piante. Ci sono piante come faggio, querce e abeti che possono instaurare rapporti micorrizici con molte decine di specie diverse contemporaneamente (Si provi a pensare all’enorme intreccio di ife di miceli diversi!… ). Ma il micelio di una specie sola (ad esempio il porcino) quanti esemplari può produrre in una stagione micologica? Si è sentito raccontare che dei cercatori hanno raccolto qualche decina di esemplari in un unico luogo. Beati e fortunati loro!

Ma non sempre è così. Riuscire a trovare 12-15 porcini vicini alla stessa pianta è sempre un avvenimento molto fortunato!

Si è letto di produzioni ricche e costanti ma sempre in forma vaga e imprecisa e, forse, non sempre veritiera. Io personalmente ho avuto modo di trovare (una volta sola) in un bosco svizzero di pecci di circa 6 ettari ai primi di agosto in 4 giorni 300 esemplari di Boletus edulis, sicuramente frutti di molti miceli. Ma in un luogo ristrettissimo non mi era mai capitato di raccogliere più di 15 esemplari e solo in un giorno.

Con questo lavoro sono in grado di apportare un contributo che potrà essere interessante per gli studiosi della materia.

Angela, una mia cara amica appassionata ed esperta cercatrice di funghi mi ha reso partecipe di un evento straordinario. L’attendibilità dell’avvenimento è garantita dal fatto che le raccolte sono state fatte, a 400 m di altitudine, in un parco privato (di Varese) in cui nessun altro avrebbe potuto entrare per cercare funghi.

Non si può escludere che alla produzione di così tanti funghi abbiano contribuito più miceli ma verosimilmente è molto più probabile che si tratti di uno solo data la ristrettezza dell’area interessata (circa 12 metri per 8). L’habitat è costituito da una grande quercia (Quercus robur) con terreno ricoperto da carici e graminacee. Ad oltre 25 metri un’altra quercia più piccola.

In un periodo di 41 giorni (dal 10 maggio 2018 al 19 giugno) in 34 raccolte Angela ha totalizzato il numero strabiliante di 332 porcini (Boletus reticulatus=B. aestivalis).

Le condizioni climatiche hanno registrato un periodo mediamente caldo (tra 22 e 26 gradi) tra il 10 e il 20 maggio con precipitazioni frequenti (tra i 5 e i 18 mm) e poi piuttosto caldo (tra 25 e 31 gradi) con notevoli temporali (15 – 29 mm) alternati a brevi piogge (2 – 9 mm) e 4 periodi asciutti di 3-4 giorni ognuno. Le minime notturne non sono mai state inferiori ai 14 gradi (14 – 18).

Questo è il diario di raccolta.

Maggio 10 = 2 porcini; 11 = 20; 12 = 20;  13 = 30; 14 = 35; 15 = 1: 16 = 2; 17 = 3; 18 = 5; 19 = 4; 20 = 3; 22 = 4; 23 = 5; 24 = 5; 27 = 5; 28 = 10; 29 = 20; 30 = 10; 31 = 4; giugno 2 = 10; 3 = 11; 4 = 9; 5 = 10; 6 = 10; 7 = 20; 8 = 10; 9 = 20; 10 = 15; 11 = 15; 12 = 5; 13 = 3; 15 = 2; 17 = 2; 19 = 2.

Il giorno 18 maggio Angela ha osservato anche una “buttata” di 15 leccini (Leccinum albostipitatum = L. quercinum).

 

Sergio Ruini

 

Ringraziamenti

I dati meteo sono stati gentilmente forniti dal Centro Geofisico Prealpino di Varese.

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