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N° 279 Maggio – Agosto 2022

Negli anni 2000 o giù di lì il nostro paese andò a sottoscrivere la “Convenzione Europea sul Paesaggio” e giù paroloni: – “valorizzazione e tutela del paesaggio, riqualificazione delle aree degradate, identità e rilancio del paesaggio, patrimonio culturale, territorio e ambiente ricchezza del paese” … ecc.
Insomma, vedendo oggi come è messo il territorio, ci hanno preso per i fondelli ancora una volta. I governi coi loro politici sempre uguali, che si sono succeduti da poltrona a poltrona e coi loro continui bla-bla sono andati in leggera controtendenza dei paroloni della convenzione ed il nostro paesaggio (ancora abbastanza) ricco di valori paesaggistici-ambientali che doveva essere salvaguardato e rilanciato è finito invece sotto il cemento e l’asfalto da speculatori, affaristi e gruppi politici-criminali.

Il suolo, un bene comune, è stato considerato una risorsa inesauribile solo per soddisfare interessi finanziari e speculativi e così ha perso la sua vera ricchezza quali la perdita del paesaggio, la riduzione di terreno agricolo, i problemi di rifornimento delle falde idriche e la conseguente contribuzione all’incremento del riscaldamento del pianeta.
In quegli anni l’AMS presentò un’istanza d’arengo, poi approvata, che chiedeva di portare la superficie boschiva del territorio, entro il 2020, almeno al 20% (oggi è intorno al 14%), anche per contrastare il cambiamento climatico e l’assorbimento di polveri sottili. Insomma poteva essere un piccolo aiuto anche al nostro paesaggio con l’aumento del verde che in qualche modo mitigasse gli impatti delle numerose
aree urbanizzate, soprattutto le grandi zone industriali.

Raniero Forcellini

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