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“Strade sicure”. E i marciapiedi?

Nella nostra Repubblica tutto è basato sul predominio dell’auto privata che ha condizionato l’urbanistica, cambiando i nostri Castelli e peggiorando la nostra qualità di vita (abbiamo un alto tasso di motorizzazione con più di 1000 veicoli ogni 1000 abitanti).

Tutto viene fatto in funzione di questa mobilità con strade, parcheggi, rotonde…a nessuno viene in mente di cambiare: cittadini, politici, giunte di castello, tutti ad inseguire l’automobile e i suoi bisogni. A nessuno viene in mente che la perdita della qualità urbana, il peggioramento della salute derivano anche dalla quantità di auto che circolano sulle strade e anche al forte impatto che il settore dei trasporti ha sul consumo energetico complessivo e sui cambiamenti climatici.

Rendiamo le STRADE SICURE ma… dove sono i MARCIAPIEDI?

Solo circa il 20% delle strade sono dotate di marciapiedi perciò, la vita di chi è costretto a camminare sulla careggiata, soprattutto anziani, bambini, mamme coi passeggini… è messa a repentaglio per mancanza di percorsi protetti e attraversamenti specialmente sulla superstrada carica di traffico continuo.

Serve una diversa mobilità, più dolce e sostenibile, che favorisca gli spostamenti a piedi e in bicicletta, con uno sviluppo di reti che colleghino i punti di interesse dei nostri paesi (piazze, uffici, banche, negozi, luoghi di lavoro…) e soprattutto lavorare su una cultura che scoraggi l’uso dell’automobile. Così facendo si possono ridurre i veicoli e gli effetti collaterali:  smog, polveri sottili, incidenti, perdita di qualità urbana, rumori, emissioni di CO2 e peggioramento della salute.
Inoltre si migliorerebbe la qualità di vita dei cittadini stimolando nuove forme di integrazione ed aggregazione sociale. Per non parlare dei benefici sulla salute secondari all’aumento dell’attività fisica giornaliera.

La politica ha necessità di un reale cambiamento pensando al domani, prevedendo meno consumo di territorio, maggiore libertà dal traffico e garantendo così il diritto alla salute degli abitanti. Un paese che non pensi solo all’utilizzo dell’automobile ma che si trasformi in luogo ecosostenibile, con una diversa mobilità urbana, implementando gli spostamenti a piedi e in bicicletta, un paese a misura d’uomo capace di inquinare meno.

 

Raniero Forcellini

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